Il “nuovo” governo Monti: sempre più una delusione!

Non pubblico nulla da parecchi mesi. Come molti Italiani, mi sento in una condizione di precarietà ed incertezza pervasiva; formulo ipotesi e previsioni pessimistiche che vengono puntualmente confermate dai fatti.

Quando il disastroso governo Berlusconi si è finalmente tolto di mezzo ho tirato un sospiro di sollievo e ho riposto molte speranze in Monti e nella sua squadra.

A distanza di tre mesi e mezzo non posso non ammettere che l’unica cosa che questo governo è stato capace di attuare è un aumento mostruoso, direi siderale, della pressione fiscale, quasi interamente a carico dei fabbricati: il resto è paccottiglia buona solo ad abbagliare qualche osservatore distratto e superficiale.

Le liberalizzazioni si sono sciolte come neve al sole, il disegno di riforma dell’art. 18 sarebbe solo una baggianata, se non fosse in grado, come di fatto è, di produrre molti più danni alla voglia di fare impresa della versione originaria della norma.

La delusione per la crescente inanità di questo governo si fa strada nella mia mente come in quella di tanti altri Italiani. Certo, abbiamo evitato il baratro, a costo di un esproprio patrimoniale integralmente basato sul sacrificio dei proprietari di case, che in buona parte  non si sono ancora resi conto dell’insostenibilità, nel medio termine, di un’imposizione fiscale folle e destinata ad aumentare ulteriormente (con la riforma del catasto).

Abbiamo, almeno per un po’ di tempo, riconquistato un livello minimo di credibilità a livello internazionale, ma gli aspetti peggiori di questo Paese non sono stati nemmeno scalfiti. Gli ordini professionali, metastasi che affliggono il corpo malato debilitandolo ulteriormente, non sono stati spazzati via; la burocrazia è intatta e le semplificazioni sono specchietti per le allodole nemmeno tanto luccicanti; il reddito medio è sceso a valori di decenni fa e conseguentemente i consumi sono crollati. E via di questo passo.

Oggi mi sono trovato di fronte a una nuova manifestazione di scarsa intelligenza a firma del Segretario generale del Ministero del Lavoro e per ciò stesso riconducibile al ministro del Lavoro Elsa Fornero: l’ordine rivolto alla Direzione Provinciale di Modena di chiudere il sito www.dplmodena.it!

Si tratta(va) di una realizzazione a cura di alcuni funzionari dell’ufficio, particolarmente capaci e attivi, estremamente curata, di riconosciuta affidabilità, che diffondeva informazioni tecnico-giuridiche in materia di lavoro ineccepibili, assolutamente complete, tempestive, verificate. Insomma un’iniziativa sviluppatasi nell’arco di oltre 10 anni che aveva raggiunto vette di qualità davvero molto elevate, apprezzata da tutte le istituzioni pubbliche, dalle associazioni datoriali e sindacali, dalle imprese e dai lavoratori del nostro territorio (e non solo).

Il Ministero motiva il suo atto di vera e propria censura con queste parole (riporto integralmente il testo, perché non vorrei che un domani, a Roma, vergognandosi di ciò che hanno combinato, cercassero di cancellare ogni traccia del loro misfatto):

al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it

A tutti gli effetti e senza possibilità di replica un atto di bieca cecità culturale! Vergogna!

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