Inaugurazione del restaurato organo Traeri – Pianacci

Un sogno si è avverato.

L’antico organo che da un paio di secoli si deteriorava sempre più nella sacrestia della piccola cappella privata di villa Caula è stato magistralmente restaurato dal celebre Paolo Tollari ed è stato collocato nella bella Chiesa della Beata Vergine Assunta di Montalbano di Zocca.

Organo Traeri - Pianacci - Tastiera di Francesco Traeri

L’Amministrazione comunale di Zocca è riuscita a reperire i fondi necessari ed ha avuto la sensibilità culturale, assai rara di questi tempi, di accettare la proposta di donazione della nostra famiglia, di occuparsi dei complicati aspetti procedurali ed autorizzativi con la Soprintendenza, di curarne il restauro in tempi davvero brevissimi.

Il 5 gennaio 2016, alle 21,00,
a Montalbano di Zocca

i musicisti Stefano Pellini (organo) e Francesco Gibellini (tromba) terranno il concerto d’inaugurazione.
Brochure           Programma di sala

Organo Traeri Pianacci - Canne

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Il “nuovo” governo Monti: sempre più una delusione!

Non pubblico nulla da parecchi mesi. Come molti Italiani, mi sento in una condizione di precarietà ed incertezza pervasiva; formulo ipotesi e previsioni pessimistiche che vengono puntualmente confermate dai fatti.

Quando il disastroso governo Berlusconi si è finalmente tolto di mezzo ho tirato un sospiro di sollievo e ho riposto molte speranze in Monti e nella sua squadra.

A distanza di tre mesi e mezzo non posso non ammettere che l’unica cosa che questo governo è stato capace di attuare è un aumento mostruoso, direi siderale, della pressione fiscale, quasi interamente a carico dei fabbricati: il resto è paccottiglia buona solo ad abbagliare qualche osservatore distratto e superficiale.

Le liberalizzazioni si sono sciolte come neve al sole, il disegno di riforma dell’art. 18 sarebbe solo una baggianata, se non fosse in grado, come di fatto è, di produrre molti più danni alla voglia di fare impresa della versione originaria della norma.

La delusione per la crescente inanità di questo governo si fa strada nella mia mente come in quella di tanti altri Italiani. Certo, abbiamo evitato il baratro, a costo di un esproprio patrimoniale integralmente basato sul sacrificio dei proprietari di case, che in buona parte  non si sono ancora resi conto dell’insostenibilità, nel medio termine, di un’imposizione fiscale folle e destinata ad aumentare ulteriormente (con la riforma del catasto).

Abbiamo, almeno per un po’ di tempo, riconquistato un livello minimo di credibilità a livello internazionale, ma gli aspetti peggiori di questo Paese non sono stati nemmeno scalfiti. Gli ordini professionali, metastasi che affliggono il corpo malato debilitandolo ulteriormente, non sono stati spazzati via; la burocrazia è intatta e le semplificazioni sono specchietti per le allodole nemmeno tanto luccicanti; il reddito medio è sceso a valori di decenni fa e conseguentemente i consumi sono crollati. E via di questo passo.

Oggi mi sono trovato di fronte a una nuova manifestazione di scarsa intelligenza a firma del Segretario generale del Ministero del Lavoro e per ciò stesso riconducibile al ministro del Lavoro Elsa Fornero: l’ordine rivolto alla Direzione Provinciale di Modena di chiudere il sito www.dplmodena.it!

Si tratta(va) di una realizzazione a cura di alcuni funzionari dell’ufficio, particolarmente capaci e attivi, estremamente curata, di riconosciuta affidabilità, che diffondeva informazioni tecnico-giuridiche in materia di lavoro ineccepibili, assolutamente complete, tempestive, verificate. Insomma un’iniziativa sviluppatasi nell’arco di oltre 10 anni che aveva raggiunto vette di qualità davvero molto elevate, apprezzata da tutte le istituzioni pubbliche, dalle associazioni datoriali e sindacali, dalle imprese e dai lavoratori del nostro territorio (e non solo).

Il Ministero motiva il suo atto di vera e propria censura con queste parole (riporto integralmente il testo, perché non vorrei che un domani, a Roma, vergognandosi di ciò che hanno combinato, cercassero di cancellare ogni traccia del loro misfatto):

al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it

A tutti gli effetti e senza possibilità di replica un atto di bieca cecità culturale! Vergogna!

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Questo governo è ormai un cancro

Siamo alla rovina.
Non siamo più sull’orlo del baratro: stiamo già precipitando verso il fondo.

Questo governo, con tutta la pseudo maggioranza che lo sostiene, è un cancro profondamente infiltrato e metastatizzato che sta terminando di distruggere gli organi vitali di un corpo cronicamente e gravemente malato. Temo che, se anche riuscissimo ad estirparne una parte e somministrassimo una pesantissima chemioterapia, il malato Italia non riuscirebbe comunque a sopravvivere, perché è tardi, troppo tardi.

L’anziano incontinente che ha disintegrato definitivamente la nostra già scarsa credibilità internazionale è abbarbicato in modo osceno alla cadrega; del resto non ha mai conosciuto pudore alcuno. Lo ha dimostrato anche ieri sera, promettendo al Capo dello Stato le dimissioni solo dopo l’approvazione della legge di stabilità e soprattutto negando il proprio appoggio a un governo tecnico guidato da Mario Monti. In tal modo ha posto sotto ricatto per l’ennesima volta l’intero paese: “o me o elezioni con l’attuale legge elettorale”… A costo che nel frattempo l’Italia collassi del tutto.

Le comparse di cui si è circondato faticano a distaccarsi da lui anche ora, mentre tutti assieme trascinano il paese lungo il pendio fangoso in fondo al quale ci attende il disastro.

Il fatto che reputo particolarmente grave è che una parte sempre più consistente di italiani comincia a pensarla nella stessa maniera dei mistificatori al servizio di quell’impresentabile soggetto. Che l’Euro è stato un male; che il default non sarebbe poi tutto questo disastro; che potremmo risollevarci più facilmente dicendo alle banche italiane ed estere: “tanti saluti, non vi rimborseremo più il 50 o l’80 % dei titoli del debito pubblico“; che, ritornati alla lira e alle sue continue svalutazioni, in pochi anni riacquisteremmo tutta la nostra “competitività” e il benessere perduto.

Temo davvero che molti, fuorviati dalla campagna di disinformazione dei tanti Feltri, Ferrara, Sallusti, possano abituarsi all’idea del default come la fine dell’incubo, il tunnel necessario in fondo al quale c’è la luce della rinascita.

A questi si aggiungono le voci di quei pericolosissimi idealisti, disgraziati e incompetenti, “di sinistra” o ambientalisti, che, lungi dall’avere abbandonato le demenziali posizioni utopistiche e pseudofilosofiche di qualche decennio fa, vogliono affermare nuovamente la “preminenza della politica” sull’economia e sulla finanza, facendo finta di non capire che la politica non è un fine, ma solo un mezzo per garantire la convivenza civile e lo sviluppo sociale e culturale di una comunità e, per il suo tramite, dei singoli individui che la compongono, ma che non esiste, non è mai esistita e mai esisterà convivenza civile e sviluppo senza economia e soprattutto senza produzione di ricchezza.

Anche costoro sbraitano che non dobbiamo piegarci alle pretese dell’Europa, che la politica deve ribellarsi alla bieca finanza, senza ovviamente capire nulla dei complessi meccanismi finanziari internazionali e quindi senza alcuna capacità di proporre la benché minima ipotesi costruttiva.

Il default provocherebbe immediatamente e per lungo tempo effetti mostruosi, devastanti sulla nostra vita quotidiana. L’uscita dall’Euro (o il crollo definitivo della valuta europea) scatenerà in Italia l’iperinflazione (70-80%), bloccherà la concessione della totalità dei mutui ai privati e dei finanziamenti alle imprese.
I primi contrarranno oltre ogni immaginazione i consumi, pugnalando a morte il commercio e i produttori di beni; il mercato immobiliare, già asfittico, si fermerà del tutto e le imprese edili, anche quelle di piccole dimensioni, moriranno come le mosche; quelle più strutturate che operano nel mercato degli appalti pubblici, finiranno sotto il controllo di ‘ndrangheta, camorra e mafia, le uniche organizzazioni ancora piene di liquidità; chi un mutuo ce l’ha già, a tasso variabile, vedrà schizzare la rata alle stelle e non sarà più in grado di onorarlo; chi lo dovrà stipulare non lo otterrà più; le banche, piene di titoli di stato italiani, falliranno o, nella migliore delle ipotesi, rimarranno talmente a corto di liquidità che sarà giocoforza bloccare i prelievi dai conto correnti.

Finiremo come in Cile, dove i lavoratori a reddito fisso in certi anni dormivano in ufficio perché non potevano permettersi nemmeno il biglietto dell’autobus per rincasare. Tutto ciò porterà a drammatici scontri sociali, a disordini pubblici che sfocerannno inevitabilmente in violenza e morti, a una microdelinquenza diffusa e pervasiva come in Venezuela.

E vista la diffusa presenza di forze centrifughe sino ad oggi coagulate intorno alla Lega, non è affatto escluso che una situazione simile possa degenerare in guerra civile.

A questo e a molto altro porterebbe il default. Altro che “liberazione dalla tutela” del Fondo Monetario Internazionale e della troika europea.

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Quanto siamo caduti in basso?

Com’è ormai noto a tutti, il 28 aprile scorso, sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri è comparso il seguente comunicato stampa dal titolo “Precisazioni da Palazzo Chigi”:
In merito a quanto riportano erroneamente alcune agenzie di stampa, il Presidente Silvio Berlusconi si è ben guardato dall’esprimere un pronostico sullo scudetto al Milan anche per evidenti ragioni scaramantiche.
Trovo semplicemente pazzesco che il capo del Governo di uno Stato, anche se si trattasse del Leshoto, possa circondarsi di addetti stampa tanto idioti da diffondere cretinate di tale portata.
Se poi ci fosse lo zampino dello stesso Berlusconi, allora bisognerebbe pretenderne l’immediata interdizione.

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Francesi e Tedeschi: vergognatevi!

Sono sempre più frequenti le occasioni in cui mi vergogno del presidente del Consiglio (l’iniziale minuscola non è causale) del mio Paese, dei suoi comportamenti, del suo eloquio da anziano incontinente e delirante; oggi, tuttavia, non soltanto Francia e Germania, ma anche i rispettivi popoli, attraverso i loro rappresentanti, hanno superato ogni limite immaginabile.

Le affermazioni di Françoise Kadri di France Press, durante la trasmissione TG3 – Linea Notte di ieri sera, che ha tentato di giustificare la posizione dei Francesi e del suo Governo circa gli sbarchi di profughi nordafricani in Italia, sono semplicemente sconcertanti, surreali e drammaticamente ridicole.

Francia e Germania si stanno comportando da perfetti stati canaglia.

Francesi e Tedeschi, d’ora innanzi qualunque cazzata faccia il nostro Governo non avrete più il diritto di aprire bocca, perché le idiozie pronunciate (e scritte) in questi giorni dai vostri Claude Guéant e Jens Teschke vi hanno completamente ricoperto di sterco agli occhi di qualunque persona civilizzata.

Non c’è null’altro da aggiungere.

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